All'urlo di "evviva l'amore" ritorna l'adolescente Bella (Kristen Stewart) al vertice di un triangolo amoroso che vede contrapposti il bianchiccio vampiro Edward Cullen (Robert Pattinson) contro l'allupato mannaro Jacob Black (Taylor Lautner). L'intelletto vs. i muscoli pompati dall'eritropoietina sono il succo di una storia piatta e noiosa che trascina la saga di Twilight verso il culmine più basso mai raggiunto finora. Se pensavate che il primo film fosse una cessata immonda allora ricredetevi: i successivi sono pure peggio, a dispetto di un budget più alto e di incassi sempre maggiori. La mormonissima scrittrice Stephanie Meyer cerca di darci una lezione di educazione inculcandoci l'idea che l'amore debba vincere sul sesso, ribaltando la logica essenziale che da millenni muove con naturalezza i cervelli degli adolescenti: ovverosia trombarsi ogni cosa si muova e sia dotata di pene/vagina. Il risultato è a tratti imbarazzante, con battute ricche di doppisensi che scatenano un'involontaria ilarità. Applausi scroscianti della sala al bacio tra Bella ed Edward, poi ancora al bacio tra Bella e Jacob. Commenti isterici alla visione del primo addominale (il primo di una lunga serie, in un film che fa del corpo unto e dei jeans strappati il proprio punto di forza): "mamma mia quanto sesso!". No, di sesso non se ne vede, ma se ne parla così tanto che verrebbe voglia di alzarsi dalla sedia ed andare a casa a ciulare pure noi: almeno sarebbe tempo speso bene. Ci piace immaginare che nel mondo reale Bella sceglierebbe una sana trombata con il più focoso tra i due, in una delle tante scene in cui lui la cinge con i suoi bicipiti gonfi. Nel film purtroppo sceglie la strada più sfrantumapalle: si rende devota all'intelletto e alla castità forzata. Lo spettatore ringrazia e s'addormenta in poltrona, sognando per lei una morte lenta e dolorosa circondata da tanti negroni col pisellone lungo.
Per le solite giovani pulzelle a cui prude tanto la bernarda. ♥♥
giovedì 1 luglio 2010
sabato 6 marzo 2010
Legion
Cosa accadrebbe se un giorno fosse Dio a perdere la fede in noi? Bè, a giudicare dal film diretto da Scott Stewart, ben poca cosa.
L’angelo Michele scende sulla terra nel tentativo di salvare gli uomini dall’Apocalisse. Nel far questo svaligia un arsenale di terrenissimi fucili, mitragliette e bazooka, uccide un paio di persone, fa esplodere un palazzo e ruba una macchina della polizia. Intanto, nel bel mezzo del deserto del Nevada si vengono a trovare una famiglia bene con una teenager problematica (ma quali problemi abbia, a parte la gonna troppo corta, non ci viene fatto sapere), un meccanico di nome Jeep che non sa aggiustare le macchine, Charlie, una cameriera incinta che fuma come una ciminiera, un gangster nero con una pistola che non ha mai sparato un colpo, un cuoco senza una mano e il proprietario ubriacone dell’ennesimo diner polveroso. L’arrivo dell’arzilla vecchietta Gladys porterà un po’ di scompiglio nel gruppo e tante domande a cui la sfortunata sceneggiatura e i prevedibili dialoghi non riescono a rispondere. Il pubblico si annoia, le scene d’azione non sono poi così tanto d’azione, quelle che dovrebbero farne un film horror, o quantomeno un thriller, fanno sorridere, se non proprio ridere. Ce la farà l’angelo Michele a sconfiggere il suo antagonista Gabriele (il Keamy di Lost, che dimostra nuovamente di riuscire a produrre solo due espressioni: “incazzato” e “molto incazzato”), condottiero di un’immensa armata di vampiri-zombie? Vampiri?? Zombie?? Ma dai! Vista e considerata la premessa al film, si poteva fare di meglio. Tante morti inutili, nessun colpo di scena. Unica cosa degna di menzione: il carretto del gelato.
“tu gli hai dato quello che voleva, io quello di cui aveva bisogno”. Magari! Inutile. ♥♥
venerdì 29 gennaio 2010
Come Dio comanda
Per padri e figli che si odiano e poi si amano. ♥♥♥
mercoledì 13 gennaio 2010
Sangre de mi sangre (Padre nuestro)
Sangre de mi sangre inizia e finisce con una fuga: la prima può essere l'approdo alla salvezza, la seconda è tragica conseguenza degli eventi che si dipanano lungo il sentiero. Tra queste due fughe, nascosta dietro chiarimenti urlati, si nascondono la speranza, la (ri)scoperta degli affetti, e la triste e dura realtà che marca in maniera netta la crescita di tutti i protagonisti, dai più giovani al più viejo. Pedro (Jorge Adrián Espíndola) lascia il Messico alla volta di New York con lo scopo di ritrovare suo padre, emigrato diciassette anni prima, e consegnarli una lettera scritta dalla madre poco prima di morire. Durante il viaggio clandestino incontrerà il coetaneo Juan (Armando Hernández), il quale gli ruberà borsa ed identità riuscendo a poco a poco a conquistarsi l'affetto di un genitore che non è il suo. Al vero Pedro non resterà che aggrapparsi alla speranza per muoversi in una città estranea ed ostile, con l'unica compagnia della tossicomane Magda (Paola Mendoza), prima sgamata affarista e poi affettuosa complice. Ma non sempre le favole hanno un lieto fine, e se è vero che qui c'è un padre che ritrova suo figlio, è altrettanto vero che si tratta del figlio sbagliato. C'è una sorta di espiazione tragica nelle confessioni tristi e dolorose che aprono la strada verso il finale aperto di questa pellicola: ognuno trova qualcosa nel confronto con gli altri, ma i pezzi non sembrano mai essere al proprio posto. Premiato al Sundance 2007 come miglior film, Sangre de mi sangre è una pellicola che possiede quel gusto dolceamaro tipico delle pellicole messicane, e che regge bene dal principio alla fine mostrandoci in maniera cruda i due volti della sconfitta: quello della ricerca prepotente di un amore indimenticato, e quello del ritrovamento spiazzante di un affetto mai conosciuto. Alla fine, Diego Gonzalez (Jesús Ochoa) è come se divenisse il padre di entrambi i giovani protagonisti, da cui il primo e poi modificato titolo originale Padre nuestro. Che poi è anche una preghiera sconsolata ad un Dio che sembra aver rimescolato le carte con il chiaro intento di punire tutti per il loro peccato di ingenua necessità d'amore.Per coloro i quali cercano disperatamente il proprio punto di riferimento. ♥♥♥♥
venerdì 1 gennaio 2010
The millionaire
Per chi ci crede sempre. ♥♥♥♥
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